Ricetta gitana

July 20, 2005

Granada,
città del sole e dei fior,
il mio canto è l’ultimo addio
d’un nostalgico cuor!
Canterò
la mia canzon gitana!…
Canterò,
e con le lagrime
la terra ancor bacerò!
Addio, Granada,
paese di mille toreri…
Un lampo di spada
t’illumina al suon del bolerl! ……

Dopo el tango, el tavolino. Olè!

Maiale e verdure all’Andalusa
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Los ingredientes :
250 g di ceci, 500 g di fagiolini verdi, 1 gambo di sedano, 1 cucchiaio di paprika dolce, 2 piedini di maiale, 200 g di piselli sgranati, 1 codino di maiale, 250 di guanciale, 200 g di buristo, 200 g di strutto, 4 carciofi piccoli, sale

La preparazion :
Mettete a bagno i ceci per una notte intera. Il giorno dopo sgocciolateli e passateli in una pentola. Aggiungete i fagiolini verdi, ben lavati e tagliati a pezzi, i carciofi o i cardi privati delle parti dure e delle spine, il sedano, la paprika, i piedini di maiale tagliati a metà, il codino di maiale, il guanciale e pochissimo sale.
Coprite il tutto con acqua fredda e fate cuocere mescolando spesso perché non si attacchi al fondo. Qualche minuto prima del termine della cottura, aggiungete il buristo e verificate il sale.

Dopo el tavolino, el tango. Olè!

Laggiù nell’Arizona,
terra di sogni e di chimere,
se una chitarra suona,
cantano mille capinere…

L’Ordo Militia cos’e'?

July 18, 2005

L’Ordo Militia Tabulae (Ordine della Milizia Tavolare) e’ una istituzione di tipo Crociato, i difensori dell’Antica e perduta arte del “Giro del Tavolino” e della Buona cucina, Custodi del significato intrinseco dell’Ultima Cena.
Nasce nell’anno del Signore 2005 dall’esigenza di rifugiare la propria devozione in un Ordine (Ordo) costituente la salvaguardia di valori che vengono messi in secondo piano da attività quotidiane.
Rimando il tutto al Gran Commissario che e’ il portavoce dell’Ordine sul territorio Italiano, al quale chiedo con umiltà di spiegare sia la storia dell’Ordine che i fini prefissi.

Ora et Divora. - Il custode della conoscenza alcolica.

Lezione nr.2 Coda alla Vaccinara

July 17, 2005

Prendere una grossa coda di bue, lavarla bene e tagliarla a tocchi.
In un tegame dal fondo pesante mettere un pesto di lardo e olio, fare soffriggere e unire la coda. Quando si è rosolata aggiungere cipolla tritata, aglio, chiodi di garofano sale e pepe. Dopo qualche minuto bagnare con un po¼di vino bianco secco e coprire col coperchio.
Lasciare cuocere per un quarto d¼ora, poi aggiungere il pomodoro pelato. Far cuocere ancora per un ora, quindi ricoprire i pezzi di coda con acqua calda, chiudere bene con il coperchio e cuocere lentamente per altre 5-6 ore, finche la carne non si distacca dall¼osso.
A questo punto prendere dei sedani bianchi, togliere loro i fili e lessarli , quindi prendere un po¼di sugo della coda, unirvi i sedani lessati, pinoli , uva passa e un po¼di cioccolata amara grattugiata.
Fare bollire il tutto per cinque minuti e versare questa salsa sulla coda al momento di servire naturalmente caldo.

lezione nr.1 “Spaghetti all’Amatriciana”

Perchè Matriciana e non Amatriciana Grandi discussioni sono sorte sul termine “Matriciana”.
C’è chi sostiene che la ricetta sia di Amatrice (da cui Amatriciana), e chi, invece, ritiene che si tratti di un piatto romano.
In effetti, se si scava alla radice, si può notare come le differenze tra le due ricette siano notevoli: in bianco e senza cipolla ad Amatrice, con il sugo e la cipolla a Roma.
La ricetta in realtà nasce a Roma, e sono gli abitanti di Amatrice a crearne una “copia” riveduta e corretta.

Dice la tradizione che gli abitanti di Amatrice venivano a “svernare” a Roma, poichè il loro clima era molto rigido d’inverno.
Non c’erano grandi simpatie tra i Romani e gli Amatriciani, tanto è vero che a Roma girava una battuta, un po’ pesante, con la quale si sosteneva che “gli abitanti di amatrice non potevano essere concittadini di Ponzio Pilato, poichè lui si era lavato le mani, mentre loro non si lavavano neanche quelle!”.

L’origine del termine Matriciana è stato imputato a differenti motivazioni, che riportiamo di seguito:

* 1) (fondamentale) I pomodori* usati per il sugo venivano conservati fin dai tempi dei Romani in speciali otri, o vasi, che in latino son detti “matara”. D’altronde il “matraccio” e’ a tutt’oggi un recipiente in vetro dal collo lungo che trova uso in chimica.

* 2) L’origine degli spaghetti alla “matriciana” si perde pero’ nella notte dei tempi, quando ancora le sorti dell’umanita’ erano rette dall’ istituto del “matriarcato”. Ed erano un piatto usato solo in riti molto particolari ch e si svolgevano durante il solstizio d’inverno tra i monti dell’ alto Lazio; da cui i maschi erano non solo esclusi, ma del tutto all’oscuro.

* 3) Nel sugo, infine, aveva grande parte la “matricale”, una pianta erbacea aromatica delle composite con infiorescenze a capolino, simili a piccole margherite, raccolte in corimbo.
Il suo uso purtroppo e’ ormai fuorimoda in questa brutta societa fastfood, ma la sua impronta e’ rimasta incisa nel nome. Stà di fatto che la “Matriciana” è una variante della cosiddetta “Gricia”, ricetta degli antichi pastori romani (e non Amatriciani, visto che Amatrice ancora non esisteva…), fatta con guanciale e salsicce a pezzi.

*In realta’ bisogna tenere presente che il pomodoro fu introdotto in Occidente dopo la scoperta dell’America (scoperta? Ma non ci abitavano i Nativi Americani o Pellerossa? Ma non ci erano gia’ arrivati i Vichinghi?), percio’ temiamo che questa teoria sia un po’ troppo fantastica.

L’arte del comando

Maestro

Il Gran Maestro circondato dagli adepti dell’Ordo Militia Tabule, durante la celebrazione delle calende Astrali con la classica tavolata settimanale. (”Ora et Divora” cfr. “Ars Manducandi” XVIII Cuocus Magna)